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I commenti più recenti

  • Fili

    KOVE, Torill

    • 24/02/2021
      https://www.youtube.com/watch?v=W2NvY3uM81s
  • Svegliarsi negli anni Venti : il cambiamento, i sogni e le paure da un secolo all'altro

    Di Paolo, Paolo <1983- >

    • 12/02/2021
      Svegliarsi negli anni venti.
      Al leggere questo libro si respira, e si sentono gli odori del secolo scorso. Mi fa venire in mente quella buona borghesia acculturata, che tanto manca in questi tempi. Il libro e un continuo trasporto tra il presente o meglio appena finito 2020 e il 900 mi è piaciuto molto la narrativa.
  • La miscela segreta di casa Olivares : romanzo

    TORREGROSSA, Giuseppina

    • 07/02/2021 Club del Libro di Castelcovati - Le nostre recensioni
      LA MISCELA SEGRETA DI CASA OLIVARES Volete leggere un libro che sollecita i vostri sensi? Eccolo! Libro dolce/amaro come la vita e come il caffè. Leggendolo ne senti il profumo, ti riempie le narici e tu vorresti essere nella putia di casa Olivares. E’ un libro che parla di donne alle donne, che in quest’ opera hanno tutte nomi di fiori, e tu ne senti il profumo. Ma senti anche gli odori, l’odore e la puzza di questa splendida Palermo ferita e martoriata dalla guerra. Viola ci ammalia leggendoci i fondi di caffè, soffriamo insieme a lei per Mimosa e cresciamo con Genziana. Il protagonista? Senza dubbio Orlando! Venerato da Giovanni e da tutta la famiglia sarà rifugio e porto sicuro per la famiglia Olivares. Da leggere davanti ad una tazza di caffè. Se fosse un dolce sarebbe: una torta mocaccina, un pocket coffee e un affogato al caffè (si stavolta abbiamo esagerato!).
  • Vox : romanzo

    DALCHER, Christina

    • 07/02/2021 Club del Libro di Castelcovati - Le nostre recensioni
      VOX , di Christina Dalcher. Eccoci alle prese con un romanzo distopico, che ci ha scosso dalla prima pagina fino nel profondo. Giulia ci dice che il primo sentimento che le evoca è la rabbia, Anna fa notare che è il paradigma di ciò che accade in molte realtà ancora oggi. Per Alessia è irreale come lo sarebbe perdere la propria libertà. Nicole sorprende tutti cogliendo il nesso con Dante e gli Gnavi descritti nella Divina Commedia. A tutto il gruppo di lettura è molto piaciuto, ed Albertina conferma la piacevolezza nella lettura. Conveniamo comunque che alcuni temi molto sentiti sono stati solo sfiorati, come l’omosessualità, senza veramente approfondire. In alcuni momenti il disgusto per ciò che viene raccontato cammina di pari passo con la paura che effettivamente non sia una cosa cosi lontana. Resta comunque uno dei libri che ci porteremo dentro. Averlo letto in coincidenza della giornata contro la violenza sulla donna, si è rivelata una scelta appropriata. Come sempre non vi raccontiamo di più per lasciarvi gustare il libro. Il personaggio più importante per noi? Ovviamente il conta parole, non il braccialetto!!! Abbiamo definito questo libro “rumoroso come solo il silenzio di una donna può essere”. Se fosse un dolce sarebbe la TORTA UBRIACA con rum e vaniglia.
  • Le nostre anime di notte

    HARUF, Kent

    • 07/02/2021 Club del Libro di Castelcovati - Le nostre recensioni
      LE NOSTRE ANIME DI NOTTE di Kent Haruf. Antonella : questa famiglia supera tutto, ma non l’atteggiamento del figlio. Figlio che ha sofferto molto. Dinamiche che ci sono in molte famiglie. Alessia: banale e scontato. Libro che ti fa stare bene, ricatti morali: =&gt; L’ Educazione. Leggero ma non banale. Ricatto più subdolo, è la nota stonata forte. Eddie è riuscita a elaborare la perdita della figlia. Albertina: da leggere tutto d’ un fiato. Interessante la forma dei dialoghi diretti. Interessante la sfacciataggine di Eddie. La solitudine che provano fa si che si diano forza l’uno con l’altro. Figlio egoista, mancano i dettagli non entra nel sentimento vero. Katia: scrittura semplice che straniti, fai fatica a capire chi parla. Nella sua semplicità si fa apprezzare. Il non detto è fatto di comportamenti. Condividere tutto anche se non sono vicino. Una sorte di aiuto reciproco a perdonare le proprie mancanze. Contrasto tra il loro modo di vivere e le convenzioni sociali al potere. Perdita della figlia: trauma che porta il figlio ad essere egoista. Angela: piaciuto di meno della trilogia. Molta tenerezza ma non sono liberi di vivere il loro amore. Nicole: volevano farsi compagnia, non si capisce bene chi parla, sembra un tema di prima elementare. Tematiche importanti, si affloscia dopo la prima parte. Annalisa: piaciuto il modo di scrivere, ultima occasione per fondersi nel pensiero, si avverte una certa urgenze di cercare calore umano. Rebecca: molto distante. Dolce: torta tenerina Personaggio: la cagnolina Bonnie. Aggettivo: delicato / tragico Per me: va in casa di riposo x poter sentire ancora Louis, il titolo è perfetto. La morte della figlia non sembra colpirla.
    • 03/01/2019
      Attraversare la notte
      Il Gruppo lettura “Curioso chi legge” è cresciuto ancora. A parlare di Kent Haruf lo scorso lunedì eravamo in tanti, ma quel che più conta è la passione che ciascun lettore ha dimostrato. C’è stato chi ha provato a scrivere un diario di lettura e chi ha individuato dei passi perfetti da dedicare a futuri papà. “Le nostre anime di notte” ha spinto qualcuno a cercare notizie sull’autore e altri all’ormai noto gioco di rimandi. Tra citazioni letterarie e cinematografiche, la discussione ha preso corpo e calore. “Le nostre anime di notte” è stato definito un libro delicato e gradevole. Ma sul tipo di scrittura i lettori si sono divisi. Per alcuni lo stile essenziale è un capolavoro, per altri la mancanza di punteggiatura nei dialoghi ha reso faticosa la lettura. L’autore americano, a parere di molti, ha il merito di “far parlare i personaggi”, il lettore è libero, in ogni pagina, di scegliere il valore dei protagonisti. “Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me…Nel senso che siamo tutti e due soli. Ce ne stiamo per conto nostro da troppo tempo. Da anni. Io mi sento sola. Penso che anche tu lo sia. Mi chiedevo se ti andrebbe di venire a dormire da me, la notte. E parlare”. Qualcuno si è soffermato sul tema della solitudine, sulla necessità di comunicare, sul bisogno di “intimità”, altri hanno parlato del coraggio, di scelte non condivise e pregiudizi. Addie è apparsa ai più una donna risoluta, concreta; Louis un uomo migliore come nonno che come padre. “Le nostre anime di notte” è una storia che si snoda tra urgenze e silenzi, che racconta il bisogno di riscoprirsi e amarsi a tutte le età. Forse Haruf non ha convinto tutti ma di certo ha conquistato la maggior parte.
  • L'amante giapponese

    Allende, Isabel

    • 07/02/2021 Club del Libro di Castelcovati - Le nostre recensioni
      Recensione di L’amante Giapponese di Isabel Allende. La penna della Allende non ci delude mai. In questo Romanzo prende il lettore per mano e attraverso Alma (la protagonista) ci parla di Amore, Amicizia e Matrimonio. Sfiorandoli e parlandone in maniera lieve ma mai banalmente. Alma , una simpatica vecchietta ricca di energia, svela riga dopo riga e pagina dopo pagina i segreti della sua vita assolutamente non banale e ordinaria che si intreccia con l’esistenza del nipote e della sua ragazza. Con loro ed altri personaggi , viaggiamo attraverso un periodo storico molto delicato, quello della seconda guerra mondiale, incontrando lo sfruttamento sessuale e l’omosessualità, il pregiudizio razziale e sociale e non per ultimo l’antisemitismo. Il tutto magistralmente racchiuso in questo romanzo e nel cuore dei personaggi. Per noi comunque il personaggio più importante è il “sig. Belasco &amp;co” Abbiamo definito questo libro TRIANGOLARE, e se fosse un dolce sarebbe “l’inconfondibile tristezza della torta di Limone”. Da leggere quando : prima di dare un esame.
  • L'educazione

    WESTOVER, Tara

    • 07/02/2021 Club del Libro di Castelcovati - Le nostre recensioni
      L’ EDUCAZIONE DI TARA WESTOVER Per questo capolavoro non sarebbe bastato un solo incontro del nostro Gruppo di Lettura. Questo libro ti arriva dritto allo stomaco, Tara la vorresti proteggere dalla sua stessa famiglia. La vorresti portare via e tenere stretta. Tara è una bimba forte e coraggiosa che cresce in una famiglia di mormoni sulle montagne dell’ Idaho. Sarà molto difficile per lei, crescendo, comprendere la natura dei rapporti che legano lei e i suoi fratelli e sorelle ai suoi genitori. Tanto profondi quanto dolorosi. Non può infatti andare a scuola e non sa nulla del mondo esterno. Ad aiutarla nel suo cammino, ci saranno persone meravigliose come la nonna e gli insegnanti che l’accompagneranno nel suo percorso scolastico. La cultura infatti è l’aspetto fondamentale per aprirsi al mondo dice la nostra Carla, scrivere questo libro è stato terapeutico per la scrittrice stessa aggiunge Katia . La sua insicurezza infatti le impediva di vedere la verità. Nonostante tutto non giudica mai la sua famiglia e non porta loro rancore. Se fosse un dolce per noi sarebbe un bel vaso di pesche sciroppate … e per sapere il perché non vi resta che leggere il libro. Speriamo di avervi incuriosito e di vedervi presto ai nostri incontri.
  • Cuccette per signora

    NAIR, Anita

    • 07/02/2021
      Gdl Biblioteca Di Chiari RECENSIONE CORALE A CURA DE I MISERALIBRI - GRUPPO DI LETTURA BIBLIOTECA DI CHIARI
      A livello di contenuti, “Cuccette per signora” di Anita Nair non ci ha sorpreso più di tanto. Ci aspettavamo infatti un romanzo corale e femminile dove “ogni donna infelice è infelice a modo suo”. La protagonista decide di affrontare un viaggio di notte su un treno e compra un biglietto per un posto in una cuccetta da sei, per sole donne. Durante il tragitto, le sei figure si raccontano, le loro confidenze accompagnate dai rumori meccanici dei vagoni, dalla sospensione momentanea del tempo, dall’intimità del buio. È un romanzo notturno e oscuro, però in fondo “l’ombra deve la sua nascita alla luce” (cit). Emergono situazioni un po’ stereotipate e un po’ inverosimili, che però nel complesso aiutano a dare al lettore un quadro della condizione femminile dell’India della fine del XX secolo. Dal truccare una defunta contro le regole all’imparare a nuotare, dalla rovina del marito al rivolgere la parola a uno sconosciuto più giovane, dall’affrontare i propri fratelli per affermare la propria determinazione all’accettare un figlio nato dalla violenza. Ogni donna dona la sua esperienza di vita e parla di come sia riuscita a far pace con sé stessa, con la propria famiglia, la società e le convenzioni. È una storia perciò esistenziale e solidale, dove la curiosità è la chiave per acquisire la propria consapevolezza. Ma quante di queste donne subiscono ciò che succede loro o, comunque, scelgono di subire? Quanti di questi problemi possiamo ancora trovare nella nostra società occidentale, venti o trenta anni dopo? “Così lontano, così vicino”, ha saggiamente espresso un partecipante. Alcune etichette e alcuni ruoli che possiamo criticare all’interno del romanzo di Anita Nair si sono solo trasformati, non sono spariti del tutto neanche qui, in occidente, dove ci vantiamo di essere più progressisti. Quanto lo siamo davvero? Le classificazioni ci sono ancora: per i generi dei libri, per le attività domestiche, per le professioni. Abbiamo fatto passi avanti, ma il traguardo dove ogni individuo è libero da stigma e doveri prefissati e richiesti non è stato raggiunto. Chissà tra vent’anni, in quale fase saremo: dipenderà tutto dalla cultura che avremo trasmesso, abbiamo riflettuto assieme. Per quanto riguarda lo stile, il testo è abbastanza scorrevole ma manca quasi totalmente di ironia. A qualcuno ha lasciato un po’ l’amaro in bocca perché, per quanto i temi siano complessi, la loro pluralità è solo accennata, con il rischio di essere un romanzo un po’ semplicistico. Non sono le singole storie a mancare di qualcosa, quanto più il loro legame, come esse siano praticamente inutilizzate per avviare un’interazione tra le donne protagoniste. Questo non fa che aumentare il senso di solitudine e di impotenza che lascia ognuna delle donne a combattere per conto suo. Ciò nonostante, è un libro che colpisce i sensi, soprattutto attraverso gli odori e i gusti (non solo per il ricettario in appendice): qualcuno l’ha etichettato olfattivo, mentre qualcun altro l’ha definito speziato. Questa cottura a fuoco lento e questa riflessione saranno sufficienti per far venire l’acquolina e la voglia di leggere ad altri lettori? Indipendentemente dal genere, a meno di un interesse spiccato verso la condizione femminile indiana, temiamo purtroppo di no.
  • Walk with me : un viaggio alla scoperta della mindfulness con Thich Nhat Hanh

    • 06/02/2021
      Mirko Fontemaggi Alla fine però ci stava bene un tramonto
      Per vivere dobbiamo morire ad ogni istante: a parte questa perla di saggezza, però, il documentario nasconde una certa povertà o banalità di contenuti. Se poi si voleva sapere qualcosa in più sulla pubblicizzata mindfulness si sarà delusi perché è citata una volta sola e non focalizzata fenomenologicamente, è più che altro un'apologia del buddhismo vietnamita in terra francese parlato in inglese. Cumberbatch ha una bella voce scura. E attenzione alle pulsioni sessuali: per carità, mentre si medita distraggono alquanto, ma il resto della giornata, visto che si deve anche mangiare e dormire, perché non si debba assecondarle non si sa, questa è la parte più oscurantista delle tante osannate filosofie orientali (figuriamoci l'omosessualità!). Il monachesimo contemporaneo lascia alquanto perplessi, tra odio per i capelli e amore per l'elettricità le contraddizioni sono tante...
  • Non perdiamoci di vista

    BOSCO, Federica

    • 06/02/2021 Il libro che non ti aspetti
      Una lettura che non ti aspetti, interessante e tragicomica al punto giusto. L'autrice tratta con la giusta dose il tema della separazione, il bullismo, l'amicizia, gli amori e gli affetti che si trasformano col passare del tempo e le notizie che ti sconvolgono la vita. La narrazione è ben fatta e scorrevole. E' una lettura che fa riflettere. Consigliato a tutti coloro che vogliono sorprendersi.