sebina, opac, servizi, biblioteca, utente, Gruppi di Lettura, Italia

I commenti più recenti

  • Esperienze di premorte : scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica

    FACCO, Enrico

    • 09/01/2022 Giulia Nardella Rivoluzionario
      Volume molto importante, in tutti i sensi; è evidente la preparazione dell'autore, e la sua ferma volontà di non schierarsi aprioristicamente dalla parte di nessuno, piuttosto di intendere fornire al lettore degli strumenti di riflessione. Ciò rende questo libro estremamente scientifico e utile a chi intenda affacciarsi all'argomento. In alcuni luoghi, comunque, la lettura si fa ripetitiva ed eccessivamente dispersiva.
  • L'amore oltre la vita : l'ipnosi regressiva e il segreto della reincarnazione

    BONA, Angelo

    • 09/01/2022 Giulia Nardella Romanzo pericoloso
      Un libro totalmente ascientifico, privo di una qualsiasi logica; l'autore mette qua e là qualche pretesa di credibilità, quando tutto quel che fa è usare un linguaggio da nuovo messia o guru per convincere aprioristicamente i lettori della veridicità delle esperienze di cui afferma essere testimone. Oserei definire questo libro un romanzo piuttosto pericoloso, perché qualcuno potrebbe persino convincersi di quel che Bona dice.
  • Sesso, razza e pratica del potere : l'idea di natura

    GUILLAUMIN, Colette

    • 05/01/2022
      Franco Perini Il più importante fatto della storia dell'umanità, cioè la servitù femminile, spiegato bene.
      Ho preso il saggio "Sesso, razza e pratica del potere" di Colette Guillaumin con l'idea che lo avrei scorso rapidamente, invece alla fine l'ho letto tutto. Colette Guillaumin è una femminista francese di orientamento materialista (in senso marxiano) e l'opera raccoglie diversi contributi, che vanno dalla fine degli anni '70 agli anni '80, che riguardano principalmente i due temi della identità sessuale e dell'identità razziale, mostrando come si tratti di costrutti ideologici strettamente legati a rapporti materiali di sfruttamento sociale. Il più importante fatto della storia dell'umanità, cioè la servitù femminile, è il punto di partenza di Guillaumin, che di questo sistema sociale di sfruttamento mostra le articolazioni concettuali. Lontanissimi dalla saccente fuffaggine a cui ci hanno abituati i maître-à-penser francesi, Guillaumin dà mostra in questi lavori di essere dotata di una spiccata capacità di argomentazione teoretica, e nonostante l'obiettiva complessità delle analisi è capace di essere "cristallina", con un impegno costante a rendersi comprensibile attraverso esemplificazioni e chiarimenti: lettura dunque sicuramente impegnativa, ma non inutilmente ardua. Nonostante si tratti di scritti con tre decenni sulle spalle, le analisi e le argomentazioni restano attualissime per quanto riguarda la questione femminile (molto meno per quanto concerne la questione razziale).
  • La porta

    SZABO, Magda

    • 31/12/2021
      “Ora perché piangi? Non puoi piangere Emerenc, i morti vincono sempre. Solo i vivi perdono” L’Ungheria degli anni Sessanta fa da sfondo a questa storia tutta al femminile, dove l’unica presenza maschile di rilievo è quella del cane, per altro chiamato Viola. La difficile ricerca di un rapporto di amicizia fra due donne, una scrittrice e l’anziana donna delle pulizie, profondamente diverse ma incapaci di allontanarsi l’una dall’altra. La prima, ostinata nell’affermare il proprio ruolo nella società comunista ungherese, dalla fede religiosa incrollabile e dalla parlantina spigliata. Emerenc, la vecchia tuttofare, inesauribile, sfrontata, che non le manda a dire a nessuno e che considera qualsiasi attività non manuale una perdita di tempo. Eppure il vissuto di entrambe, i misteri che si nascondono dietro la porta di casa di Emerenc, invalicabile per chiunque, cementano un rapporto intenso, conflittuale, a volte schizofrenico e fastidioso che durerà fino alla morte della vecchia. In un epilogo che apre interrogativi dolorosi nella scrittrice e che lascia un vuoto enorme nella comunità del quartiere. (commento a cura di Mauro Menietti)
  • Le leggi delle mappe mentali : come conoscere il più potente strumento del pensiero per utilizzare al massimo il vostro cervello

    BUZAN, Tony

    • 28/12/2021 Interessante
      E' un libro ben fatto, con tanti esempi, ma la questione è che si deve provare e riprovare. Sembrano concetti logici, di facile applicazione, ma quando ci si trova difronte al foglio bianco è complicato. Never give up.
  • 25° anniversaire : vol. 2

    PIAF, Edith

    • 14/12/2021
      alla grande
      edit Piaf
  • Cronaca di una morte annunciata

    GARCIA MARQUEZ, Gabriel

    • 04/12/2021
      Gdl Biblioteca Di Chiari RECENSIONE CORALE A CURA DE "I MISERALIBRI – GRUPPO DI LETTURA BIBLIOTECA DI CHIARI”
      Ispirato a una storia realmente accaduta, con protagonista un amico di Gabriel García Márquez, “Cronaca di una morte annunciata” è il teatro allo stato puro, un melodramma. Rappresenta l’assurdità, in alcuni tratti persino facendo emergere una vena comica e surreale, o essendo addirittura “splatter” nelle ultime pagine. L’aspetto più interessante del romanzo è la sua coralità. Questo, assieme alla rivelazione del finale fin dal titolo, conduce il pensiero direttamente alla tragedia greca, dove la degenerazione della storia è inevitabile. Per come è raccontato, a qualche partecipante ha ricordato alcuni programmi televisivi, come “Blu notte” di Carlo Lucarelli. L’evento della morte di Santiago Nasar viene ricostruito attraverso i racconti e le deposizioni di tutta la cittadinanza di un piccolo paese della Colombia. Di questo poliedro infinito che è la verità, il contributo della testimonianza di ogni personaggio ce ne fornisce un lato, una faccia su cui tuttavia non abbiamo garanzie. La stessa cosa vale anche per la caratterizzazione dei personaggi o persino le condizioni meteorologiche. Ed è qui che sta soprattutto la genialità quasi magica di García Márquez. Il romanzo implementa la soggettività: l’unica cosa obiettiva su cui possiamo essere certi è che Santiago sia morto. Infatti il trascorrere del tempo e l’interiorizzazione dei fatti nella memoria hanno sicuramente modificato quanto sia davvero successo, anche a convenienza, per evitare di ammettere una parte di responsabilità nella vicenda. Perché tutto il paese - che sia per fatalità, omertà, indifferenza, incredulità o altro - è colpevole; per sopravvivere a Santiago Nasar, ha dovuto trovare un modo per superare la vicenda. Ogni persona si aspettava che qualcun’altra intervenisse per fermare i fratelli Vicario, nel frattempo lasciandosi trascinare passivamente dal vortice degli eventi. Ed è ciò che ha reso persino fastidioso il testo ad alcuni partecipanti, come chi ha accusato la società ignorante e superstiziosa di essere essa stessa di per sé legata alla fatalità e di avere lasciato morire Santiago. Un paese che considera “normale” questa cosiddetta scelta di giustizia non dista molto dal Medioevo. Una partecipante ha consigliato tuttavia di concentrarsi sul piano simbolico, più che su quello reale: Santiago Nasar è il capro espiatorio da sacrificare in un rito in cui ci sono dei ruoli precisi da interpretare, dagli esecutori al pubblico che assiste. La vittima, Angela Vicario, è una delle figure più interessanti dell’opera, forse perché solo lei sa davvero come stanno le cose. E’ lei infatti che, essendo riportata nella sua casa materna nel bel mezzo della notte da Bayardo San Roman in quanto non più vergine, viene umiliata ed è costretta a fornire alla madre e ai fratelli il nome di colui che l’ha rovinata, macchiando l’onore suo e quello della famiglia. Solo Angela Vicario conosce il vero nome di questo responsabile, del suo “autor”, termine originale usato nell’edizione spagnola di cui abbiamo cercato tutti i possibili significati, senza risolvere il mistero. A livello di stile, la confusione volutamente inserita nei primi capitoli non ha reso così semplice l’immersione nella lettura a molti di noi, lettura che però a un certo punto ha ingranato. Il realismo magico, tecnica così cara a García Márquez, qui è poco presente, se non nel modo in cui alcuni personaggi sono tratteggiati. E’ il caso per esempio di Bayardo de Roman, descritto come un uomo “fantastico” (nel senso di fantasia) in grado di compiere, per raggiungere i suoi scopi o soddisfare i suoi capricci, le azioni più incredibili. Azioni che rimangono impresse e vengono probabilmente esagerate nei ricordi dei personaggi più poveri, che finiscono quasi per immaginarlo. CONTINUA QUI: https://opac.provincia.brescia.it/community/forum/reviews/show/9639#post9639
  • Il cielo stellato di Vincent e altre storie : la storia dell'arte raccontata ai ragazzi

    BIRD, Michael

    • 10/11/2021 Arte per bambini
      Molto interessante, segue filo storico, e molto facile da leggere e seguire , può spaventare il numero di pagine ma un bambino di 8 anni curioso soddisfa tantissimo. Must to have
  • Winnie the Pooh : il mio primo cerca e trova

    • 10/11/2021 Libro cerca e trova
      Bellissimo per bambini dell' infanzia
  • Storia di una ladra di libri

    Zusak Markus

    • 14/10/2021
      storia di una ladra di libri
      profondo e poetico